Vincita al Lotto con ChatGPT, ha fatto molto rumore quello che è successo in Salento. Così il Prof ha zittito tutti
Nei giorni scorsi la notizia di alcuni studenti salentini usciti vittoriosi dal gioco del Lotto tramite ChatGPT ha fatto rumore. La risonanza è stata enorme, perché questi ragazzi si è scoperto avevano già vinto altre due volte in questo modo, prima 4.500euro e poi la bella somma di 43.700euro. Tanti soldi.

“I tre ragazzi -spiega assopoker.com – hanno sviluppato un metodo che esamina i numeri che sono usciti con più frequenza negli ultimi due anni, ignorando invece i numeri ritardatari”. Un metodo che a quanto pare si è rivelato azzeccato anche se, è evidente, c’è qualcosa che non quadra. Ogni volta, nel gioco del Lotto, vengono comunque messi gli stessi numeri nell’urna quindi le possibilità sono sempre identiche rispetto alle altre estrazioni. Quindi si tratta solamente di fortuna? A quanto pare sì, c’è l’esperto che ha detto questo.
Vincita al Lotto con ChatGPT: ecco le parole del professore
Siccome la notizia ha raggiunto un hype incredibile, e molti hanno cercato, sicuramente, di farsi dare i numeri dall’intelligenza artificiale per riuscire a vincere qualcosa a questo gioco, il Corriere del Sud ha deciso, per mettere il freno a tutto questo, intervistando uno dei massimi esperti nella materia, il professore Fabrizio Durante, docente di Probabilità, Statistica e Matetica all’Università di Lecce. Le sue parole non lasciano il minimo spazio a quella che potrebbe essere un’interpretazione.

“Il gioco del Lotto è puramente casuale, quindi non è possibile prevedere l’esito di un’estrazione basandosi su quelle precedenti. Anche strategie basate su numeri già estratti non danno la certezza di vincere. I ragazzi hanno avuto coraggio e a volte la fortuna aiuta gli audaci”. Solo fortuna, insomma. Quella che serve in tutti i giochi d’azzardo, quella che serve soprattutto nel gioco del Lotto. A meno che non si tratti di un sogno, allora in quel caso le cose possono essere lette in maniera diversa per noi comuni mortali. Cosa che invece quelli che sono addentrati nella materia non penseranno mai. La matematica, lo sappiamo, alla fine dei conti non è mai un’opinione.